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Come leggere il verbale di una multa autovelox

La redazione di AEQUA. Pubblicata il 16 settembre 2026.

In breve

Il verbale non ha un formato unico in Italia: cambia per ente e per software del comando, ma circa venticinque informazioni ricorrono quasi ovunque, con nomi diversi. Il documento indica l'ente che ha accertato la violazione, il numero del verbale, data e ora dell'infrazione, il luogo, il dispositivo usato con gli estremi del decreto, la velocità rilevata e quella contestata, la norma violata con il comma, l'importo e le scadenze di pagamento, i punti decurtati, il motivo per cui non c'è stata contestazione immediata, e come pagare o fare ricorso. Le due date che contano di più sono quella dell'infrazione, da cui partono i termini di ricorso, e quella della notifica, che si trova sulla busta o nella ricevuta della PEC.

Un documento senza formato unico

In Italia non esiste un modello unico di verbale per le multe autovelox: il layout cambia in base all'ente che accerta la violazione (Polizia Locale, Provinciale, Stradale, Carabinieri) e al software gestionale usato dal comando. Circa venticinque informazioni ricorrono comunque in quasi tutti i verbali, anche se con etichette diverse da un comune all'altro.

Conoscere il significato di ciascun campo aiuta a leggere il documento con più chiarezza, indipendentemente dal formato con cui è arrivato.

Intestazione, dati dell'infrazione e del veicolo

  • Ente accertatore: il comando o corpo che ha rilevato la violazione, indicato in intestazione con logo o denominazione
  • Numero del verbale: un numero identificativo, che a volte coesiste con un numero di protocollo distinto
  • Data e ora dell'infrazione: il momento del rilevamento, spesso con i secondi per i sistemi automatici
  • Luogo: la strada, il tratto o il chilometro; sul Tutor sono indicati i due varchi tra cui è stata calcolata la velocità media
  • Targa e dati del veicolo: il numero di targa e, quando disponibile, marca e modello
  • Proprietario o obbligato in solido: chi risponde della violazione, che in caso di noleggio o leasing è la società, non necessariamente chi guidava

Dispositivo, velocità e norma violata

Il verbale indica il tipo di dispositivo usato (autovelox fisso o mobile, Tutor) e dovrebbe riportare gli estremi del decreto di omologazione o di approvazione, con numero e data.

Compaiono due valori di velocità, da non confondere: la velocità rilevata dall'apparecchio, e la velocità accertata o contestata, cioè quella già ridotta secondo la tolleranza di legge del 5%, minimo 5 km/h. È quest'ultima a determinare la fascia di sanzione.

La norma violata è indicata come articolo 142 del Codice della Strada, con il comma che individua la fascia di eccesso di velocità e quindi l'importo e i punti collegati.

Rilevata e contestata sono due numeri diversi: la seconda, più bassa, è quella che conta ai fini della sanzione.

Importi, scadenze e adempimenti

Il verbale riporta l'importo della sanzione, spesso con due valori: quello ridotto, applicabile solo se si paga entro 5 giorni dalla notifica per le violazioni che lo consentono, e quello ordinario per i pagamenti successivi. Possono comparire anche le spese di accertamento e di notifica, come voce a parte.

Sono indicati i punti patente decurtati, quando previsti, e le modalità di pagamento, spesso con un codice per il sistema pagoPA. Il verbale indica anche i termini per proporre ricorso: 30 giorni al Giudice di Pace, 60 giorni al Prefetto, entrambi dalla data di notifica.

Quando la violazione comporta la decurtazione di punti e non c'è stata contestazione immediata, il verbale ricorda anche l'obbligo di comunicare i dati del conducente entro 60 giorni dalla notifica.

Due date che contano, e dove trovare la notifica

La data dell'infrazione è quella da cui partono i termini di ricorso e, in alcuni casi, il conteggio dei 90 giorni entro cui il verbale deve esserti notificato; per chi risiede all'estero il termine di notifica sale a 360 giorni, secondo l'articolo 201 comma 1 del Codice della Strada. La data di notifica è invece quella da cui partono i termini per pagare o fare ricorso.

La data di notifica si trova sulla busta della raccomandata, nel timbro postale o nell'avviso di ricevimento, oppure, per la notifica via PEC, nella ricevuta di consegna del messaggio. Per la raccomandata, ai fini del termine di notifica conta la data di spedizione da parte dell'ente; per lo sconto del 30%, conta invece la data in cui il verbale è arrivato a te.

  • Data dell'infrazione: nel corpo del verbale, insieme a luogo e ora
  • Data di notifica: sulla busta, nella ricevuta di consegna PEC o nell'avviso di ricevimento della raccomandata

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Domande frequenti

Perché uno è la velocità rilevata dall'apparecchio, il dato grezzo, e l'altro è la velocità accertata o contestata, già ridotta secondo la tolleranza di legge del 5%, minimo 5 km/h. È quest'ultima a determinare la fascia di sanzione applicata.

Sulla busta della raccomandata, nel timbro postale o nell'avviso di ricevimento, oppure nella ricevuta di consegna se il verbale è arrivato via PEC. È una data diversa da quella dell'infrazione, ed è quella da cui partono i termini per pagare o fare ricorso.

Se il veicolo è a noleggio o in leasing, il proprietario o obbligato in solido indicato nel verbale è la società, non chi guidava al momento dell'infrazione. La società ha poi un termine per comunicare i dati del conducente.

È la spiegazione, richiesta dalla legge, del perché la violazione non è stata contestata sul posto: nella maggior parte dei casi perché il rilevamento è avvenuto a distanza, con un dispositivo elettronico, senza un agente fermo sul momento.

Dovrebbe, ma non tutti i verbali lo fanno con la stessa precisione: alcuni riportano solo numero e data del decreto, altri anche marca e modello. Quando l'informazione manca, si può chiedere con un accesso agli atti presso l'ente accertatore.

Fonti

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