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Taratura dell'autovelox: la verifica periodica obbligatoria

La redazione di AEQUA. Pubblicata il 16 settembre 2026.

In breve

Almeno una volta all'anno. Lo ha imposto la Corte Costituzionale con la sentenza 113/2015, che ha dichiarato illegittimo il Codice della Strada nella parte in cui non prevedeva verifiche periodiche di funzionalità e taratura per tutti gli apparecchi di rilevamento della velocità. Il decreto ministeriale dell'8 giugno 2026, in vigore dal 12 luglio 2026, conferma la cadenza almeno annuale e affida le verifiche a organismi accreditati e autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, come i laboratori accreditati Accredia secondo la norma ISO/IEC 17025. La prova della taratura spetta sempre all'ente accertatore, non al cittadino: lo ha ripetuto più volte la Cassazione. La taratura è un atto distinto dall'omologazione e dall'approvazione del dispositivo.

Sentenza che ha imposto la verifica periodica

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 113 del 24 giugno 2015, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 45 del Codice della Strada nella parte in cui non prevedeva verifiche periodiche di funzionalità e taratura per tutti gli apparecchi di rilevamento della velocità, non solo per l'omologazione iniziale.

Il principio alla base della sentenza è semplice: uno strumento di misura è soggetto a usura nel tempo, quindi la sua affidabilità va controllata a intervalli regolari, non solo al momento della prima messa in servizio.

Omologazione, approvazione e taratura: tre cose diverse

AttoCosa verificaQuando
OmologazioneIl prototipo è conforme a caratteristiche tecniche tipizzate dalla normaUna volta, prima della produzione in serie
ApprovazioneIl dispositivo ha caratteristiche non del tutto tipizzateUna volta, prima dell'uso
Taratura e verifica periodicaIl singolo apparecchio funziona ancora correttamenteAlmeno una volta all'anno, per ogni esemplare

Omologazione e approvazione riguardano il tipo di apparecchio o il singolo esemplare al momento dell'entrata in servizio; la taratura riguarda invece il funzionamento nel tempo di quello specifico apparecchio, ed è un controllo che si ripete.

Chi fa la verifica

Il decreto ministeriale dell'8 giugno 2026, in vigore dal 12 luglio 2026, conferma la cadenza almeno annuale della taratura e affida le verifiche a organismi accreditati e autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Nella pratica si tratta dei Laboratori Accreditati di Taratura, accreditati da Accredia secondo la norma tecnica ISO/IEC 17025. Le disposizioni del precedente decreto del 2017 restano transitoriamente valide per i certificati già rilasciati, fino al 12 luglio 2027.

Il controllo sulla produzione in serie del costruttore, con periodicità diversa, è un'altra cosa: riguarda il sistema di produzione, non la taratura del singolo apparecchio installato in strada.

L'onere della prova è dell'ente, non tuo

Un orientamento costante della Cassazione, ribadito più volte tra il 2022 e il 2026, stabilisce che spetta sempre all'ente accertatore fornire la prova positiva sia dell'omologazione sia della taratura periodica: non tocca al cittadino provarne il difetto.

Più pronunce hanno chiarito che la semplice menzione della taratura nel verbale, senza un certificato rilasciato da un soggetto abilitato, non ha valore probatorio sufficiente da sola.

  • La prova della taratura si fornisce con un certificato, non con una frase generica nel verbale
  • Il certificato deve provenire da un organismo accreditato secondo ISO/IEC 17025
  • Se la data di taratura non risulta nel verbale, si può chiedere con un accesso agli atti

Autovelox mobili e Tutor

Il principio della taratura periodica vale per ogni apparecchio di rilevamento della velocità, non solo per le postazioni fisse: riguarda quindi anche gli autovelox mobili usati dalle pattuglie e i sistemi Tutor, che misurano la velocità media tra due punti di un'autostrada.

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Domande frequenti

Almeno una volta all'anno, secondo il principio fissato dalla Corte Costituzionale nella sentenza 113/2015 e confermato dal decreto ministeriale dell'8 giugno 2026. Le verifiche sono eseguite da organismi accreditati e autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L'ente che ha accertato la violazione, non il cittadino. Un orientamento costante della Cassazione, ripetuto tra il 2022 e il 2026, chiarisce che l'onere della prova positiva su omologazione e taratura spetta sempre all'amministrazione, con un certificato rilasciato da un soggetto abilitato.

No. L'omologazione riguarda il prototipo dell'apparecchio, una volta sola, prima della produzione in serie. La taratura riguarda invece il funzionamento nel tempo di ogni singolo esemplare installato in strada, e va ripetuta almeno ogni anno.

Organismi accreditati e autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in pratica i Laboratori Accreditati di Taratura secondo la norma ISO/IEC 17025, certificati da Accredia: non è l'ente accertatore a tarare da sé il proprio apparecchio.

Sì. Il principio della verifica periodica riguarda tutti gli apparecchi di rilevamento della velocità, comprese le postazioni Tutor che misurano la velocità media tra due varchi di un'autostrada, e non solo gli autovelox puntuali installati lungo la strada.

Fonti

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